Articolo a cura di Dani Ironfist

TERRIFIER 3 (2024)
È davvero sorprendente come Art the Clown sia diventato in così poco tempo un’icona del cinema horror e un vero e un proprio fenomeno riuscendo persino a sbancare il botteghino (mentre sto scrivendo si trova al primo posto nel box office italiano).
Art the Clown è apparso per la prima volta nel 2013 in “All Hallows’ Eve”, debutto del regista Damien Leone, un film antologico che racchiudeva i due primi cortometraggi del regista statunitense “The 9th Circle” del 2008 e “Terrifier” del 2011. Il film uscirà in Italia con il titolo “Terrifier – L’inizio”.
Tornando ai giorni nostri, dopo il successo di “Terrifier 2” presentato in Italia al ToHorror fantastic film festival e al Fi Pi Li Horror festival e il gran passaparola che ha dato modo al film di uscire in home video, Art the Clown sbarca finalmente sui grandi schermi con il terzo capitolo anche nel nostro paese, con un budget ancora più alto e con aspettative ancora più elevate da parte degli appassionati dell’horror.

Sostituendo i suoi soliti massacri di Halloween con un po’ di carneficina natalizia, cinque anni dopo aver tormentato per l’ultima volta i residenti della contea di Miles, Art The Clown (David Howard Thornton) è tornato insieme a una mutilata e maniacale Victoria Heyes (Samantha Scaffidi) per portare la sua versione distorta di gioia alle famiglie ignare che si preparano per le feste. Nel frattempo, Sienna Shaw (Lauren LaVera) ha trascorso il suo tempo dentro e fuori dalle strutture mediche in seguito ai brutali eventi dell’ultimo film in cui sua madre è stata assassinata da Art prima che Sienna potesse “ucciderlo” con una spada magica donatale dal suo defunto padre.
Nei primi dieci minuti Damien Leone alza Subito la posta in gioco con un’uccisione sbalorditiva che cambia la formula che associamo ai precedenti capitoli, pur mantenendo il sangue e le viscere per cui li abbiamo amati.

In “Terrifier 3”, il franchise prende una deviazione selvaggia e inaspettata, sostituendo l’atmosfera di Halloween con un incubo a tema natalizio. Questo cambiamento di atmosfera infonde nuova vita al franchise, aggiungendo un tocco più inquietante rispetto ai capitoli precedenti.
Damien Leone si sforza di dare un contesto più ampio alla figura di Art the Clown, senza però smitizzarlo completamente, introducendoci alle sue origini. Viene esplorata una dimensione più sovrannaturale, che porta lo spettatore a riflettere sulle reali motivazioni dietro le sue azioni con la premessa di espandere la mitologia del clown sadico e di portare i suoi atti di violenza a un livello ancora più estremo con il nostro Clown che fa anche le prove con le armi a disposizione.
“Terrifier 3” non si tira indietro sulla violenza esplicita, e Damien Leone si spinge oltre i confini del sopportabile, anche per un pubblico abituato al genere splatter alcune sequenze sono veramente al limite. Le scene di gore sono graficamente dettagliate e coreografate con il chiaro intento di scioccare lo spettatore. Leone ha affinato l’uso di effetti pratici, preferendo trucchi prostetici e scene di sangue a litri che richiamano l’estetica degli anni ’80 e ’90.
Il salto di qualità è enorme e Damien Leone fa tesoro della sua esperienza accumulata in questi anni, il film risulta molto più curato a livello tecnico con una regia e un montaggio che non lasciano un attimo di tregua e, anche nelle scene in cui Art the Clown non è presente. sembra di avvertire lo stesso la sua malvagia presenza.

Incredibile constatare come è cresciuto il franchise in questi anni sia come film che, come popolarità, Art the Clown ora appartiene di diritto al pantheon delle icone killer del cinema dell’orrore grazie anche alle splendide prove dell’attore David Howard Thornton e le sue straordinarie mimiche e il mutismo che rende Art the Clown una figura unica nel panorama horror odierno. Questo terzo capitolo non solo è più ambizioso dei suoi predecessori ma ha anche iniziato a dare corpo alla tradizione e alla mitologia di Art e Sienna, una mossa intelligente da parte dello scrittore/regista Damien Leone. “Terrifier “3 mira a seguire le orme dei suoi predecessori, accrescendo ulteriormente quella mitologia e offrendo la carneficina intrisa di sangue e il gore che i fan del franchise hanno imparato a conoscere, ad amare e ad aspettarsi.
Ora non ci resta che aspettare il quarto capitolo!

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