Articolo a cura di Dani Ironfist

HUMANE (2024)
Immaginate una cena in famiglia. Un tavolo elegante, piatti ben disposti, conversazioni civili. Ma dietro le apparenze, il mondo sta crollando.
“Humane” segna l’esordio alla regia di Caitlin Cronenberg e lo fa con un film che riesce a essere disturbante senza bisogno di mostri, effetti speciali o scenari apocalittici spettacolari. La regista prende un’idea molto potente e la restringe dentro le mura di una villa borghese, trasformando una semplice cena di famiglia in un incubo satirico

La trama è essenziale: in un futuro in cui i governi decidono di ridurre la popolazione dopo una crisi ambientale chiedendo a tutti di “contribuire” su base volontaria, quella che dovrebbe essere una normale cena di una famiglia benestante si trasforma in qualcosa di molto diverso. Il film non racconta tanto l’apocalisse là fuori, quanto il collasso morale all’interno della casa, tra persone che dovrebbero volersi bene e invece pensano soprattutto a proteggere i propri privilegi. La forza di Humane sta proprio in questo ribaltamento: l’orrore non è nelle strade, ma nelle stanze di una casa elegante, dove l’umanità si sgretola dietro sorrisi di circostanza e battute fredde.
Caitlin Cronenberg sceglie una regia asciutta, geometrica, che osserva i personaggi con distacco quasi clinico. La casa, con i suoi interni moderni e impersonali, diventa un personaggio a sé, sembra un luogo sicuro ma in realtà è una gabbia che isola la famiglia dal mondo esterno e la costringe a confrontarsi con i propri limiti morali. Non ci sono scene urlate o eccessi melodrammatici, tutto avanza con calma, fino a momenti improvvisi di violenza che arrivano come la conseguenza più logica e inevitabile.

Gli attori contribuiscono a creare questa atmosfera con interpretazioni volutamente controllate. I personaggi non reagiscono mai come ci aspetteremmo in una situazione estrema ma restano freddi, quasi distaccati, e questo rende la visione ancora più inquietante. È come se il privilegio avesse spento in loro la capacità di provare empatia o paura reale.
Sul piano simbolico, il film è molto diretto, parla del presente più che del futuro. Racconta una società dove i ricchi continuano a proteggere sé stessi anche quando il mondo crolla, e dove la vita umana diventa un numero su un foglio da gestire con freddezza. Humane ci dice che il vero rischio non è un disastro improvviso, ma la nostra capacità di accettare l’inaccettabile a piccoli passi, convinti che sia “normale” o “necessario”.

Il risultato è un’opera che resta impressa. Non è un film leggero né pensato per chi cerca puro intrattenimento ma un racconto distopico che usa l’ironia nera e il dramma familiare per costringerci a guardare in faccia le nostre contraddizioni. Alla fine, ciò che inquieta di più non è la premessa fantascientifica ma il fatto che la logica mostrata sullo schermo somiglia fin troppo al mondo in cui viviamo già oggi. “Humane” non è un film per tutti, è lento, disturbante e spesso cinico. Ma se amate le distopie intelligenti, le satire sociali e le storie che fanno riflettere più che intrattenere, allora questo debutto di Caitlin Cronenberg è una visione assolutamente da recuperare.

Non siamo critici ma semplicemente una coppia appassionata di Cinema, non siamo sotto nessun editore e siamo totalmente indipendenti di conseguenza nessuno ci dice cosa e come dover scrivere. Ma per migliorare e rimanere sempre liberi abbiamo bisogno anche di te! Se ti piace il nostro progetto di divulgazione unisciti agli amici di Beyond the horror.
© Beyond the Horror Blog 2025

