Articolo a cura di Dani Ironfist

MEGALOPOLIS (2024)
Introduzione:
Un sogno durato 45 anni, è stato un po’ quello di tutti gli appassionati di Francis Ford Coppola, ma lo è stato soprattutto per il regista italo americano, dovete infatti sapere che la prima bozza di “Megalopolis” è nata durante le riprese di “Apocalypse Now”, il capolavoro bellico del 1979 con Marlon Brando e Charlie Sheen. Oggi nel 2024, il nostro Coppola per realizzare finalmente la sua opera ha venduta parte della sua azienda vinicola per finanziare il film dichiarando da subito che si tratta di un film senza alcun intento di voler sbancare al box office, insomma un flop al botteghino annunciato in partenza. Per fortuna almeno in Italia non sembra andare così.
Nonostante tutto questo, “Megalopolis” potrebbe in realtà essere la sua opera più completa finora. Coppola ha speso più di 40 anni e 120 milioni di dollari in questa epopea romana ambientata nell’America moderna, e il risultato è tanto sconcertante quanto sbalorditivo.

Recensione:
“Megalopolis” scritto e diretto da Francis Ford Coppola è un viaggio tra sogni e incubi vissuti da tutti i personaggi del film, con una trama non lineare ma cucita insieme dall’interazione di un nutrito cast di personaggi con immagini fantastiche, feste edonistiche e una gloriosa utopia fuori dalla portata di cittadini arrabbiati tenuti al limite della sopravvivenza. Non c’è sempre una continuazione fluida da una scena all’altra, ma ognuna è messa in scena in modo incredibile con sfondi interni ed esterni riccamente decorati e, se vedrete il film al cinema, i vostri occhi scruteranno ogni angolo del grande schermo per coglierne tutti i particolari.
Cresciuto alla corte di Roger Corman, Coppola ormai ottantacinquenne probabilmente sente la sua mortalità e questo si riflette in molte situazioni durante il film. Cresciuto a New York, ha studiato recitazione alla Hofstra e poi regia alla Ucla dove realizzò numerosi cortometraggi arrivando all’esordio nel 1962 con “Terrore alla 13ª ora”, un notevole horror in b/n. Una vita dedicata al cinema costellata di capolavori, grandi film ma anche notevoli scivoloni. Detto questo proviamo a tornare indietro con la mente all’inizio della sua carriera cinematografica, per cercare di capire cosa intende dire con “Megalopolis”.

Nel film vengono trattati il tema del potere, della corruzione del male e della speranza per un futuro migliore e, come spesso è stato raccontato in passato, una manciata di uomini controlla la città. New Rome è una città distopica e degradata che unisce usi e costumi della moderna New York e dell’antica Roma in cui convivono grattacieli e un Colosseo dove si svolgono gare con le bighe e di lotta libera. La città è governata da un’élite di famiglie che si godono piaceri proibiti mentre i comuni cittadini vivono in povertà.
Tra i personaggi spiccano l’architetto Cesar Catilina (interpretato da Adam Driver), premio Nobel per aver inventato il Megalon, un materiale di costruzione rivoluzionario capace di resistere nel tempo, e il sindaco della New Rome, Franklyn Cicero (interpretato da un grandissimo Giancarlo Esposito) che farà di tutto per ostacolarlo e mantenere New Rome nello status quo attutale.

C’è quindi una lotta per realizzare una città moderna e da sogno ostacolata da chi ha una visione più conservatrice, inoltre durante tutto il film viene fatto un parallelismo tra la decadenza della civiltà moderna, le città moderne di oggi e la caduta di Roma. Non c’è un periodo storico prestabilito nell’ambientazione del film ma piuttosto Coppola fa uso di accenni all’antica Roma e all’Art Déco degli anni’30 mescolando il tutto in una utopia fantascientifica. Sono molti i riferimenti ai capolavori del passato, all’occhio saltano subito i riferimenti a “Tempi moderni” di Charlie Chaplin e “Metropolis” di Friz Lang.

Uno dei temi principali in “Megalopolis” è la contrapposizione tra il futuro e la tradizione, il sogno di costruire un modo migliore per il quale si è disposti anche a rischiare di affrontare l’ignoto e la paura di abbandonare ciò che è conosciuto, anche se imperfetto. Queste due posizioni sono rappresentate una parte da Cesar Catalina, il genio che vuole costruire un mondo nuovo attraverso la sua invenzione, l’altra dal sindaco Franklyn Cicero che, considerando il progetto di Catilina totalmente utopistico e pericoloso, lo ostacola. Nessuno dei due può essere considerato in maniera assoluta buono o cattivo. Come ci sono ombre nel passato di Catilina c’è anche l’immenso amore di Cicero per la sua famiglia, in particolare per la figlia Giulia figura altrettanto chiave all’interno del film. Giulia, contrariamente a quanto qualcuno ha detto non è un personaggio che vive nell’ombra di Catilina ma è l’unica che riesce a conciliare e a fare cooperare il futuro e la tradizione. Rappresenta la visione razionale che cerca di spegnere la paura che spesso le cose nuove e innovative fanno proprio perché ignote. I veri cattivi in questo film sono gli avidi, che agiscono solo per brama di potere, potere che ricercano solo per vantaggio personale rischiando di creare i danni maggiori.

In molti film spesso la modernità e il progresso fanno paura e vengono visti in maniera totalmente negativa, in “Megalopolis”, vedo una sorta di apertura verso l’innovazione. Anche se il mondo nuovo è ancora tutto da costruire c’è la speranza di un futuro migliore in cui anche l’uomo stesso sarà migliore.
La cinematografia di Coppola va in ogni caso ben oltre l’architettura. Le sue immagini sembrano bizzarre ma sono anche emozionanti. Le ombre enormi proiettate su un grattacielo che imitano l’orrore per la distruzione imminente sono ovviamente sorprendenti, ma anche concetti meno stravaganti come il montaggio di una festa di apertura hanno una realtà e un’originalità sorprendenti. Una sublime scena romantica, in cui Cesar e Julia (Natalie Emmanuel) si baciano in cima a travi sospese a un miglio nel cielo, una scena meravigliosa che rievoca la storica foto che ritrae gli operai della “Lunch a top a Skyscraper” intenti a consumare il pranzo seduti su una trave. In tutto questo c’è anche un satellite russo che rischia di cadere sulla città.

Già dalla sequenza iniziale avevo capito che guardare “Megalopolis” sarebbe stata un’esperienza unica introducendoci sin da subito alla capacità di controllo del tempo da parte di Cesar Catalina con immagini magnifiche e ricche d’intensità. Vediamo Cesar su un grattacielo mentre ferma il tempo con un semplice schiocco di dita e lo sblocca con altrettanta semplicità. Questa sequenza che detta così può sembrare banale è accompagnata da un ticchettio di un orologio su un suono di basso martellante che ci avvolge in tutto il suo fascino nell’attesa di capire il significato di tutto questo.
La regia di Francis Ford Coppola è veramente suntuosa e non rinuncia alla sperimentazione con la narrazione che è caratterizzata da lunghi dialoghi e scene meravigliose con ambientazioni che spaziano tra modernità e classicismo. Una specie di fusione di elementi futuristici e antichi, una scelta audace questa perché rende “Megalopolis” un’opera unica nel suo genere.
Ad aggiungere valore al film anche un cast eccezionale che vede la presenza anche di vecchie conoscenze come Dustin Hoffman, Talia Shire, Laurence Fishburne e Jon Voight.

Conclusione:
Il film merita tutta la vostra attenzione soprattutto se siete appassionati del grande cinema d’autore perché si tratta di un’opera imponente ricca di idee e visioni artistiche che testimoniano l’eredità di un maestro del cinema.
Sicuramente non un film per tutti e molto divisivo ma per chi è disposto a lasciarsi trasportare da una storia epica e filosofica sarà un’esperienza cinematografica incredibile e che vi rimarrà impressa per molto tempo.
Non c’è mai stato niente di simile a “Megalopolis”, e non ci sarà mai niente di simile in futuro. Forse non dovrebbe esserci. Dopo tutto, nessun regista di Hollywood ha mai avuto il coraggio di realizzare progetti passionali elaborati e sfrenati tanto in alto quanto Francis Ford Coppola.
Chapeau.

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