Articolo a cura di The Crystal Lake Girl

KOPIS (2025)
Torno a parlare di film horror italiani indipendenti col nuovo film di Lorenzo Lepori, “Kopis”, che l’anno scorso ha fatto il suo esordio nei festival e tra poco uscirà in formato fisico a disposizione di fan e appassionati.
Francesca e le sue amiche si preparano a passare il weekend a casa dei suoi genitori, che le lasceranno la casa libera. Nonostante la raccomandazione della madre a non invitare ragazzi, l’idea delle tre amiche è molto diversa. Durante i “festeggiamenti” però, un killer si palesa in casa, cominciando ad uccidere i ragazzi uno ad uno e postando le foto e i video post omicidio sull’account di Francesca. Oltre a questo, anche il guardiano, Andrea, non sembra essere un individuo innocuo.
“Kopis” è uno slasher (di base), che si fonde col giallo, creando un mix tra la vecchia scuola ed elementi attuali che hanno evoluto e cambiato inevitabilmente alcuni aspetti dei due sottogeneri.
Alla regia abbiamo il bravo e ormai navigato Lorenzo Lepori, come avevo già anticipato, nome conosciuto nel panorama horror indipendente ormai da anni. L’ho apprezzato molto col suo “Flesh Contagium”, ma anche con “Grida dalla palude”, ma anche come attore in “Nati morti” di Alex Visani.
Il soggetto del film è suo e di Antonio Tentori.

Quello che si apprezza in “Kopis” è appunto questo saper bene amalgamare qualcosa di già conosciuto, come appunto lo slasher canonico, apportando i cambiamenti del caso. Lepori non si limita alle regole base del sottogenere, ma gli dà la direzione giusta, collocando il film proprio dove deve. Quindi sì al gruppetto di giovani, che, nonostante gli ammonimenti degli adulti, si ritrovano insieme per divertirsi, facendo sesso come da copione, ma anche no alla final girl casta e pura e si aggiunge poi l’elemento social e la dipendenza che si viene creare in una società che ormai bada solo all’apparenza più che ai sentimenti e alla sostanza. Questo è un elemento importante del racconto, sia per le vittime, che per il killer. Francesca in fondo è una ragazza fragile, che ha bisogno di attenzioni e le ricerca nella sua community, postando a volte foto e video un po’ provocatori. È bella, e gioca maliziosamente a far ingelosire anche il suo ragazzo.
La old school la troviamo negli omicidi, nel killer in soprabito nero e guanti, che ammazza con un pugnale, il “Kopis” del titolo, che, come viene spiegato all’inizio, serviva in alcuni rituali nell’antichità. Il suo look ricorda tantissimo i killer resi famosi da Dario Argento negli anni 70.

Il film inizia subito bene, con un bell omicidio e si va avanti senza noia, creando anche un incognita rappresentata da Andrea, il custode della villa, palesemente ossessionato da Francesca, che rimane personaggio “incerto” per qualche tempo, per poi essere parte di un finale pieno e parecchio dinamico.
Il killer invece è di facile individuazione fin dall’inizio, ma la curiosità di capire la sua motivazione resta, perché in fondo gli stilemi sono quelli e non c’è da scandalizzarsi, se qualcosa è già palesato o se si può prevedere cosa accadrà, ma solo da divertirsi come fareste con qualsiasi slasher di buona fattura in una, serata senza troppi pensieri. Ottimo anche il cast, che riesce bene nel caratterizzare, anche tra i più giovani e meno esperti. Sempre presente Simona Vannelli, brava come sempre.
In conclusione ho apprezzato ancora una volta il cinema di Lepori, che semplicemente diverte, con la giusta dose di sangue e una buona rappresentazione generale.
Di seguito il trailer del film:

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